{"id":1914,"date":"2025-08-06T09:42:48","date_gmt":"2025-08-06T07:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/?page_id=1914"},"modified":"2025-08-12T01:43:43","modified_gmt":"2025-08-11T23:43:43","slug":"dettagli-storici-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/?page_id=1914","title":{"rendered":"Dettagli Storici"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei seguenti articoli di <strong>Alessandra Pepi,<\/strong>&nbsp;tratti dalla pubblicazione &nbsp;<em>E pluribus vox una <\/em>&nbsp;(a cura di G. Bianchi et alii, Siena, 1996 ) edita in occasione del 60\u00b0 anniversario della fondazione dell&#8217;Unione Corale Senese,&nbsp;&nbsp;si disegna in modo puntuale la vita e le grandi difficolt\u00e0&nbsp;che le societ\u00e0 corali hanno dovuto affrontare per sopravvivere e cercare di mantenere la volont\u00e0 di partecipazione alla vita culturale della citt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;articolo della Storia negli anni 2000 e di <strong>Donatella Coli <\/strong>, scritto in occasione del novantesimo della fondazione dell&#8217;Unione Corale Senese e tratto dalla pubblicazione che sar\u00e0 fatta per commemorare questo anniversario.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1979\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi-640x502.jpg 640w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img63-colareVerdi.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" data-id=\"1980\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1980\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61-640x502.jpg 640w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img61.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1983\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1-640x502.jpg 640w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img60-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1984\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59-640x502.jpg 640w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img59.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\"><strong>L\u2019ATTIVITA\u2019 CORALE A SIENA AGLI INIZI DEL \u2018900:\u00a0LE SOCIETA\u2019 \u201d VERDI \u201d E \u201d MASCAGNI\u201d<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Nel 1901, fra il compianto generale, moriva a Milano Giuseppe Verdi. Le ruote delle carrozze che passavano nella strada sottostante alla casa del moribondo, come \u00e8 ben noto, furono avvolte nella paglia, per non disturbare gli ultimi istanti di vita del musicista pi\u00f9 amato e e popolare dell\u2019ottocento, il cui indubitabile genio aveva trasformato definitivamente il melodramma.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Quest\u2019ultima e ulteriore testimonianza di rispetto ed ammirazione ci illumina alla comprensione di quello che fu, e resta ancor oggi, forse, l&#8217;aspetto pi\u00f9 meritorio ed evidente dell\u2019 opera di Verdi: l\u2019immediatezza del suo messaggio musicale, l\u2019enorme popolarit\u00e0 ad esso conseguente. Sulla scorta di tale entusiastica e popolare adesione si intensific\u00f2 in Italia il fenomeno dei gruppi corali di dilettanti, che si affiancarono a quelli di pi\u00f9 antica tradizione dediti alla polifonia sacra. In questo senso non fece eccezione neppure la citt\u00e0 di Siena: rispondendo ad una pi\u00f9 generale passione per il bello e per la musica, essa moltiplic\u00f2 in breve i propri interessi artistici. Sin dal 1861 era stato fondato alla Lizza il Teatro Montemaggi, cos\u00ec denominato dal cognome del falegname costruttore che ne fu il primo \u201cazionista\u201d ( si trattava infatti di un teatro privato, gestito dai proprietari dei palchetti). La struttura, nata per essere adibita prevalentemente a spettacoli di variet\u00e0 musicale (saltuariamente vi si esibivano anche dei circhi equestri), dando prova di grande versatilit\u00e0 trov\u00f2 presto la propria vocazione negli spettacoli di musica lirica. Sino alla data della sua chiusura, avvenuta nel 1933 per il crollo del tetto ormai fatiscente, in seguito ad un\u2019abbondante nevicata, fu sede prediletta delle stagioni operistiche. Nel 1911 aveva inoltre iniziato la propria attivit\u00e0 canora la Societ\u00e0 Corale \u201cGiuseppe Verdi<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">\u201d, la maggiore per numero di aderenti e per importanza dell\u2019intera Provincia senese. Presidente onorario fu nominato il conte Guido Chigi Saracini, che ne resse le sorti sino al 1935, anno del suo discioglimento, come vedremo pi\u00f9 avanti. La corale Verdi aveva sede in un prestigioso appartamento, di sua propriet\u00e0, posto nel quattrocentesco Palazzo del Magnifico, in via dei Pellegrini. In tale bellissima sede si riunivano i coristi per le prove , e spesso vi si esibivano per il pubblico, essendo dotato l\u2019appartamento di una grande sala-audizioni. La corale Verdi era forte di circa settanta cantori, tutti uomini, e di quasi ottocento soci protettori che contribuivano, assieme a vari Enti pubblici cittadini, al suo mantenimento. Il repertorio prevedeva, oltre naturalmente alla musica lirica, pi\u00e9ces di musica classica e polifonica. Resta nell\u2019archivio dell\u2019Unione Corale Senese una bella foto dei coristi della Verdi, schierati sui gradini del Battistero in Piazza S. Giovanni, che risale presumibilmente alla fine degli anni \u201920. In quel periodo il complesso corale, diretto sin dal 1926 dall\u2019illustre maestro Don Fortunato Sderci che succedette al maestro Mattii, fu impegnato in numerose stagioni liriche al Teatro della Lizza; nel 1929 si tennero, con la sua partecipazione, ben dodici rappresentazioni de \u201cIl piccolo Marat\u201d e della \u201cGioconda\u201d di Ponchielli. L\u2019esperimento, ripetuto l\u2019anno successivo, riscosse un grande successo, tanto che si susseguirono serate di \u201ctutto esaurito\u201d. Negli anni \u201930 la Verdi partecip\u00f2 ininterrottamente alle stagioni liriche allestite a Siena dal \u201cCarro di Tespi\u201d la pi\u00f9 famosa compagnia viaggiante dell\u2019epoca, dotata di un teatro mobile col quale si muoveva in Italia per una fitta serie di rappresentazioni. E\u2019 curioso osservare come le opere liriche ( agli inizi degli anni \u201930 furono rappresentate Aida e Boh\u00e9me) venissero spesso allestite nei giorni del Palio di agosto, ad aumentare le manifestazioni di grande richiamo e senza peraltro disturbare il normale svolgimento della Festa dell\u2019Assunta. Nel 1931 don Fortunato Sderci lasci\u00f2 la direzione della Verdi. Conservata nell\u2019archivio dell\u2019Unione Corale, una bella lettera del maestro ci ricorda le tappe salienti della sua carriera artistica, e i grandiosi successi dei concerti tenuti dalla Verdi sia a Siena che fuori( a Roma, Modena, Firenze etc.). La frase che conclude la missiva suona insieme saluto ed augurio: \u201cRicordate che non deve morire una societ\u00e0 che fa onore a Siena\u201d ; parole semplici, ma di grande pregnanza e significato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">La corale Verdi non era l\u2019unica ad \u201conorare\u201d Siena. Nel 1921 infatti era stata fondata la Societ\u00e0 Corale \u201cPietro Mascagni\u201d, molto probabilmente sulla scorta dell\u2019entusiasmo suscitato l\u2019anno precedente dal maestro Pietro in persona. Egli era venuto a Siena per dirigere la stagione lirica, i cui proventi furono poi devoluti in beneficenza a favore dei terremotati della Garfagnana. La corale Mascagni, diretta dal maestro Alessandro Billi, a pochi anni dalla sua fondazione aveva gi\u00e0 ottenuto notevoli successi: era risultata infatti prima classificata fra le corali toscane al concorso di Firenze, nel 1924. Sotto la direzione del maestro Mattii si aggiudic\u00f2 nel 1931 la scrittura per la partecipazione alla stagione lirica di Siena. Nello stesso anno esegu\u00ec alla radio due recite del \u201cBarbiere di Siviglia\u201d, organizzate dalla Federazione Provinciale Fascista. Meno numerosa della Verdi come numero di coristi (si avvaleva di circa cinquanta voci, anch\u2019esse rigorosamente solo maschili), anche la Mascagni aveva un cospicuo numero di soci protettori, stimati intorno ai duecento; merito anche del valente direttore artistico, avvocato Baldo Brandi, appassionato cultore della musica lirica, che pi\u00f9 tardi avrebbe ricoperto la stessa carica all\u2019interno dell\u2019Unione Corale Senese.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">La musica lirica aveva dunque grande seguito in Siena, anche se la scarsa disponibilit\u00e0 di teatri (era stato ripristinato solo nel 1919 quello dei Rinnovati, e quello dei Rozzi, se pur in condizioni migliori, era di dimensioni assai ridotte) ne rendeva difficile l\u2019esecuzione. Per ovviare almeno in parte a tante difficolt\u00e0 si era costituito nel 1929 il gruppo \u201cAmici della Musica\u201d, grazie alla cui opera appassionata si riusc\u00ec ad organizzare una stagione lirica annuale che prevedeva l\u2019allestimento di almeno due opere . Ma il crollo, e la conseguente inagibilit\u00e0 del teatro alla Lizza, sopra ricordato, portarono di nuovo la situazione a livelli insoddisfacenti. Si legge nella stampa cittadina dell\u2019epoca: \u201cIl nostro popolo ingoia a denti stretti questa condizione inquietante di non poter godere opere musicali, esso che ha finissimo il senso della musica. Guardiamo nei fatti e nelle cose. Dai nostri concittadini sono sorti con proprio sacrificio dei cori stupendi, premiati in diversi concorsi, con cantanti squisiti\u201d. Fanno idealmente eco a queste le parole dello Sderci nella lettera sopra citata: \u201d Nella nostra piccola ma grande citt\u00e0 vi sono in potenza forze tante e buone da formare una polifonica (\u2026). Queste forze agiscono per\u00f2 isolate, qualche volta in contrasto tra loro (\u2026); forse che vivono per la sola grande passione del canto con sacrifici materiali dei singoli che sembrano talvolta impossibili e che ricevono magre soddisfazioni. Si uniscano in fraterna concordia le buone forze di Siena, confortate dalla simpatia dei cittadini, sostenute dal volere e dall\u2019approvazione delle Autorit\u00e0 e dall\u2019aiuto degli Enti (\u2026). Bisogna davvero ricordarsi che il canto corale educa all\u2019armonia dei cuori e degli animi\u201d. L\u2019invito formulato dal maestro Sderci era destinato, di l\u00ec a pochi anni, ad essere raccolto dai due maggiori gruppi canori che abbiamo descritto, e che dettero vita, nel 1935, all\u2019Unione Corale Senese.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"color: #2a2a2a;\">\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>1935-1995: SESSANT&#8217; ANNI DEL CORO PIU\u2019 ANTICO DI SIENA<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Sin dal 1927 si hanno notizie dei primi tentativi, per altro infruttuosi, di dar vita ad una unica corale realizzando la fusione delle due maggiori presenti in citt\u00e0, la Verdi e la Mascagni. I tentativi, non sappiamo per quale motivo andati a vuoto, e di cui parla nelle sue Memorie anche Giorgio Alberto Chiurco, Federale di Siena ed attento osservatore delle vicende cittadine, si ripeterono di l\u00ec a qualche anno, probabilmente al fine di evitare dispersioni di voci e di riunire in un unico bilancio le entrate provenienti, come abbiamo visto, in massima parte dai soci protettori delle due associazioni e dai contributi dei vari Enti pubblici, entrate comunque sempre piuttosto scarse rispetto al necessario e ai progetti ambiziosi delle due associazioni. Il 13 aprile del 1935 dunque le due Societ\u00e0 si sciolsero per dar vita, con la loro fusione, ad un nuovo complesso che ne raccolse in ogni senso le eredit\u00e0, e che fu denominato \u201cUnione Corale Senese\u201d. La nuova associazione nasceva sotto ottimi auspici per quanto concerneva la qualit\u00e0 artistica: raccoglieva infatti le migliori voci allora reperibili in Siena, e si avvaleva di un maestro d\u2019eccezione, Vittorio Baglioni; la consulenza artistica fu affidata invece all\u2019avvocato Baldo Brandi, sopra ricordato, ritenuto uno dei maggiori esperti del settore. Il numero dei coristi era ben consistente; anche se naturalmente non tutte le voci delle antiche societ\u00e0 vi erano confluite, la Corale poteva contare su circa novanta cantori. Il primo presidente fu il dottor Mostardini, che per molti anni avrebbe retto con passione il sodalizio, aiutandolo a superare, specialmente in fase iniziale, le non poche difficolt\u00e0 di ordine organizzativo ed economico. L\u2019Unione Corale Senese si trov\u00f2 infatti a dover far fronte ai numerosi debiti insoluti ereditati dalla disciolta corale Mascagni, e ci\u00f2 dette origine a inevitabili controversie con gli ex coristi della Verdi, i quali portarono un bilancio in pareggio e numerosi beni mobili\u00a0 alla nuova societ\u00e0 costituitasi con gli altri. Nell\u2019archivio dell\u2019Unione Corale Senese si trovano interessanti\u00a0 inventari sia dei beni mobili che delle liquidit\u00e0 portate dalle due Societ\u00e0 al momento della loro unificazione. Il nuovo sodalizio eredit\u00f2 dalla Verdi anche la sede: l\u2019Unione Corale si install\u00f2 infatti nell\u2019appartamento del Palazzo del Magnifico, dove sarebbe restata sino al 1986. La relazione sul primo anno di attivit\u00e0, resa dal Presidente Mostardini alla fine del 1936, rende bene l\u2019idea di quanti e quali problemi si fossero superati in pochi mesi e quale fosse l\u2019incentivo e l\u2019ambizione artistica della neo-nata societ\u00e0; il grandioso concerto eseguito nella Basilica di S. Domenico nell\u2019agosto del 1936, la \u201cResurrezione di Lazzaro\u201d di Perosi, per coro e orchestra, fu un battesimo di tutto rispetto, anche se non mancarono problemi organizzativi per la rinuncia improvvisa, all\u2019ultimo minuto, del tenore solista che non pot\u00e9 essere presente per motivi di salute. Ma in assoluto la novit\u00e0 pi\u00f9 eclatante fu la costituzione, in seno all\u2019Unione, di un gruppo di voci femminili, inizialmente dedite solo all\u2019esecuzione di madrigali e polifonia sacra. Il tentativo di costituire una sezione femminile, gi\u00e0 attuato senza successo alcuni anni prima dal M\u00b0 Sderci nell\u2019ambito della sua Corale di Santa Cecilia, ebbe invece questa volta esito positivo: in breve si raccolsero ben cinquanta voci femminili \u201d di signore e signorine dell\u2019aristocrazia e delle migliori famiglie senesi\u201d, come scrive ancora il Mostardini. Il fatto, importante di per se per ovvie ragioni musicali, veniva caricato anche di una sua valenza socio-politica : il Presidente stesso ricorda infatti come fosse obbiettivo della politica sociale del Duce la commistione tra le classi ( e i coristi erano in gran parte di umile condizione), al fine di stemperare il contrasto tra di esse e promuoverne la reciproca conoscenza. L\u2019associazione si proponeva inoltre di \u201csviluppare attraverso la polifonia l\u2019opera di elevazione spirituale e morale del popolo\u201d. L\u2019unione divenne ben presto, sin dal 1937, \u201cDopolavoro Corale Senese\u201d. Essa fu infatti compresa in quell\u2019Ente Parastatale che and\u00f2 sotto la denominazione di Ordine Nazionale Dopolavoro ( O.N.D.), il cui scopo fu quello di \u201cpromuovere la costituzione, il coordinamento e lo sviluppo di istituzioni atte ad elevare i lavoratori di ogni classe durante il loro riposo\u201d. L\u2019O.N.D. si proponeva una mansione morale \u201cper allontanare il lavoratore dalla bettola e dalla bisca, toglierlo al vizio e ridonarlo migliorato alla semplicit\u00e0 della famiglia\u201d. Propositi programmatici a parte, l\u2019adesione all\u2019O.N.D. ( la sezione provinciale di Siena era stata fondata nel 1927) costitu\u00ec in quell\u2019epoca il riconoscimento ufficiale per la Corale, necessario per svolgere attivit\u00e0 concertistica ad alti livelli. In effetti negli anni \u201930 la Corale si conquist\u00f2 una solida fama nazionale: al concorso dei Dopolavoro, tenutosi a Firenze nel 1937, essa si classific\u00f2 prima assoluta; nello stesso anno tenne a S. Rossore, alla presenza dei Reali d\u2019Italia, un concerto rimasto memorabile e che contribu\u00ec ad accrescerne la notoriet\u00e0. Sotto la guida del M\u00b0 Zucchi, livornese, esegu\u00ec alcuni concerti nella Sala del Mappamondo a Siena (si conservano di questi alcune belle fotografie) e uno nel Piazzale dell\u2019Impero, in Fortezza, unita alla corale \u201cGuido Monaco\u201d di Livorno, con la quale per molto tempo ebbe scambi e collaborazioni diverse. Non mancarono, in quegli anni, partecipazioni a programmi radiofonici , a raduni nazionali (come quello avvenuto a Roma nel 1938 in occasione della fondazione dell\u2019Impero), a congressi diversi: numerosissimi furono i concerti eseguiti di cui troviamo ampia testimonianza nei documenti dell\u2019archivio. Comincia proprio in questi anni una proficua collaborazione con la pi\u00f9 illustre istituzione musicale senese, l\u2019Accademia Chigiana. Nel 1938 il gruppo femminile della Corale esegu\u00ec per la \u201cMicat in Vertice\u201d lo \u201cStabat Mater\u201d di Pergolesi, sotto la direzione del M\u00b0 Baglioni, concerto che ebbe un unanime plauso sulla stampa dell\u2019epoca, e che fu poi replicato a Chianciano. L\u2019intera massa corale partecip\u00f2 ininterrottamente alle stagioni concertistiche promosse dalla Chigiana fino agli anni \u201950, e il Conte Guido Chigi Saracini, eletto Presidente Onorario dell\u2019Unione , ebbe per la \u201csua\u201d corale sempre molta stima ed attenzione. Curiose sono, ad esempio, le numerose lettere del Conte, conservate nell\u2019archivio dell\u2019Unione, indirizzate a diversi datori di lavoro di alcuni coristi impegnati in concorsi nazionali e ad altre manifestazioni canore. L\u2019autorevole Presidente chiedeva per essi dei permessi speciali di esenzione dal lavoro per i periodi interessati, ricevendo, inutile dubitarne, sempre e solo risposte affermative; uno dei datori di lavoro, scherzosamente dopo l\u2019ennesima richiesta rispondeva: \u201ca tanto interlocutor\u2026 nulla si pu\u00f2 negare!\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Importantissima per la \u201ccrescita \u201d musicale del complesso corale fu poi la partecipazione, anch\u2019essa praticamente ininterrotta, alle stagioni Liriche senesi che si tenevano abitualmente al Teatro dei Rozzi, organizzate dal gruppo \u201cAmici della Musica\u201d , con contributi anche dell\u2019 Azienda Autonoma di Turismo. Alla fine degli anni \u201930 l\u2019Unione Corale veniva giudicata, sulla stampa dell\u2019epoca, uno dei migliori complessi corali esistenti in Italia: risultato reso possibile dall\u2019enorme impegno dei coristi e dall\u2019indubitabile professionalit\u00e0 dei maestri che l\u2019avevano diretta. Il decennio successivo, se si esclude la triste parentesi della guerra, non dette minori soddisfazioni. Nel 1943, dopo aver allestito \u201cAndrea Chenier\u201d, l\u2019Unione si ripropose di eseguire anche l&#8217;\u201dAmico Fritz\u201d, contattando per il ruolo del protagonista il famoso Tagliavini e la sua consorte, anch\u2019essa nota cantante, il soprano Tassinari. Ancora nel 1943 l\u2019Unione Corale, sempre presente nelle diverse manifestazioni di rilievo della citt\u00e0, esegu\u00ec, assieme al soprano Edma Montanari ed al Circolo Mandolinistico, un grande concerto per l\u2019inaugurazione del Teatro dell\u2019 Ospedale Psichiatrico. Echi di guerra si riscontrano per\u00f2 sfogliando i documenti dell\u2019archivio del coro: richieste di contributi a favore dei militari impegnati sui vari fronti di combattimento, scarsit\u00e0 dei coristi, richiamati alle armi( e alcuni di loro purtroppo non faranno ritorno), elenchi di componenti dell\u2019Unione per i quali si chiede il permesso al comando militare alleato di circolare dopo il coprifuoco, \u201cper la preparazione del concerto che l\u2019Unione stessa desidera offrire prossimamente alle forze armate alleate\u201d. Il grande concerto ebbe poi effettivamente luogo , in Piazza del Campo, nel 1945, alla fine della guerra: furono eseguiti cori dal Nabucco di Verdi, ed \u00e8 facile immaginare quale entusiastico consenso tributasse la Piazza, gremita di pubblico, all\u2019esecuzione del celeberrimo \u201cVa\u2019 pensiero\u201d. Alla fine della guerra, secondo le proprie possibilit\u00e0, la Corale contribu\u00ec alla faticosa opera di ricostruzione: va segnalato, in proposito, il grande concerto vocale e strumentale da essa tenuto, sotto la direzione del M\u00b0 Sderci, nella chiesa dei Servi, i cui fondi furono generosamente destinati a favore della riedificazione della Basilica dell\u2019Osservanza, distrutta dalle bombe americane. Continu\u00f2, dopo il 1945, l\u2019attivit\u00e0 di collaborazione con l\u2019Accademia Chigiana, in maniera sempre pi\u00f9 regolare. Tra i numerosi concerti eseguiti dall\u2019Unione per la \u201cMicat in vertice\u201d ci piace ricordarne uno, forse nemmeno tra i pi\u00f9 importanti, del 1949. In quell\u2019occasione si rappresentavano al Teatro dei Rozzi \u201cLa contadina astuta\u201d di Pergolesi e \u201cBetly\u201d, dramma giocoso di Donizetti; maestro del coro era il valente Morosini, direttamente convocato dal Conte Chigi per dirigere l\u2019Unione Corale, e direttore d\u2019orchestra Vittorio Baglioni. Le scene e i costumi si dovevano invece ad un ragazzo che si sarebbe fatto strada : Franco Zeffirelli. Negli anni \u201950 l\u2019attivit\u00e0 concertistica non conobbe tregua: l\u2019Unione Corale, come in precedenza, fu impegnata nell\u2019organizzazione e nell\u2019esecuzione di stagioni liriche al teatro dei Rozzi e, pi\u00f9 raramente, ai Rinnovati. Si conservano in archivio molte liste di nomi di professori d\u2019orchestra, convocati per le esecuzioni, calendari delle prove, presenze di coristi (\u00e8 quasi incredibile che in certi anni si riscontrino circa 30 voci di basso, notoriamente le pi\u00f9 rare, disponibili per le diverse esecuzioni, oltre a quelle cos\u00ec definite \u201cdi riserva\u201d, da utilizzare in caso di necessit\u00e0). In questi anni la Corale volle anche modificare il proprio \u201clook\u201d: il Consiglio stabil\u00ec infatti per le signore una divisa consistente in un elegante abito bianco, con gonna al ginocchio, divisa con la quale le coriste sono immortalate in diverse foto conservate in archivio. Nonostante la scissione, avvenuta in seno al coro, di una parte di componenti che andarono a formare il gruppo dei Madrigalisti Senesi, l\u2019Unione Corale poteva contare su circa ottanta voci, che dirette dai maestri Maselli, Morosini, Ammannati, riportavano puntualmente considerevoli consensi alle loro frequenti esibizioni. Ricordiamo brevemente l\u2019esecuzione della Messa di Leo, in Sol maggiore per coro e orchestra, eseguita alla chiesa dell\u2019Annunziata nel 1951, la Messa di Lavagnino, anch\u2019essa per coro e orchestra, giudicata dalla critica \u201cun capolavoro di esecuzione\u201d, la partecipazione alle opere \u201cLucia di Lammermoor\u201d, \u201cCavalleria rusticana\u201d, \u201cMadama Butterfly\u201d, e moltissime altre di cui si conservano le locandine in archivio. Figura caratteristica di grande rilievo fu in questi anni, e nei successivi, il maestro Adelmo Ammannati. Insieme alla moglie Fatima, apprezzata concertista che spesso accompagnava al piano le esecuzioni del coro, egli seppe imprimere alla massa corale un carattere ed una preparazione degni dei migliori cori professionisti. Alla scuola della Sig.ra Ammannati cominci\u00f2 la sua carriera , tra gli altri, Ettore Bastianini, che tanto avrebbe poi onorato il nome di Siena. Anche lui, seppur per un breve periodo, era passato dalle file dell\u2019Unione Corale Senese.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Gli anni \u201960 furono densi di collaborazioni con i diversi Enti cittadini: la Chigiana, naturalmente, ma anche l\u2019Azienda Autonoma di Turismo, il gruppo \u201cAmici della Musica\u201d, il Comune: si tennero i primi concerti, a cadenza annuale, nel Cortile del Podest\u00e0, tradizione perpetuata sino ad oggi e solo da quest\u2019anno allargata ad altre pi\u00f9 recenti istituzioni musicali. Importante fu la collaborazione con l\u2019Orchestra a Plettro, un\u2019altra delle antiche associazioni musicali senesi: in particolare sono da ricordare i concerti tenuti a Castiglion della Pescaia, a Pistoia, ai Rinnovati in occasione del VII congresso nazionale dei Dipendenti Locali. La tradizionale collaborazione con l\u2019Orchestra a Plettro \u00e8 stata recentemente ripresa, nel dicembre del 1993, con un grande concerto natalizio, organizzato dal Comune di Siena, in Piazza del Campo, diretto dal M\u00b0 Baldesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Nel 1967 l\u2019Unione Corale incise, in collaborazione con un Comitato appositamente costituito, gli Inni delle Contrade di Siena; sono ancora degli anni sessanta moltissimi concerti tenuti fuori Siena, a Ferrara, Volterra , Pistoia etc, solo per citarne alcuni.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Gli ultimi vent\u2019anni sono stati intensi ma decisamente pi\u00f9 difficili per le mutate condizioni sociali in cui associazioni come la nostra si sono trovate a dover operare. Con gli anni \u201970 si \u00e8 infatti registrato una sensibile diminuzione di interesse per la musica lirica, che oramai costituiva la quasi totalit\u00e0 del repertorio della Corale. Gli sforzi fatti per tenere unita una cos\u00ec antica e prestigiosa associazione sono stati numerosi, ma hanno alla fine dato i loro frutti. Essenziale \u00e8 stato l\u2019apporto di giovani[6], e straordinario il fenomeno per il quale molti di essi, una volta entrati a far parte di questa pluridecennale Istituzione, l\u2019abbiano sentita propria ed abbiano contribuito in ogni modo a mantenerne alto il prestigio, con l\u2019animosit\u00e0 e l\u2019orgoglio che contraddistingue le migliori espressioni dei \u201csenesi\u201d. Il Monte dei Paschi ed altri Istituti bancari ed Autorit\u00e0 cittadine non sono mai mancati a sostenerla con i loro contributi, ma senza l\u2019impegno dei dirigenti degli ultimi trent\u2019anni, ricordiamo i Presidenti Loris Savelli, Rodolfo Brizzi e l\u2019attuale Giorgio Burroni, e degli affezionati soci protettori, tutto sarebbe stato assai pi\u00f9 complicato. A causa del diminuito numero di coristi, verso la fine degli anni \u201970, la Corale si \u00e8 spesso trovata nelle condizioni di dover ricorrere all\u2019integrazione del proprio organico con il supporto di coristi provenienti da altre associazioni: ricordiamo a tal proposito la simpatica collaborazione con il Coro di Colle Val d\u2019Elsa, diretto dal maestro Vincenzo Fallaci, che assunse in quegli anni la anche la direzione della Corale, dopo la scomparsa del M\u00b0 Caselli, e con il Coro di Vico Alto, complesso nato in origine per l\u2019esecuzione di brani di polifonia sacra, diretto dalla Signora Pia Palmieri, anch\u2019essa apprezzata direttrice della Corale, sino al 1993.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Oggi la direzione del pi\u00f9 antico complesso vocale cittadino \u00e8 affidata al M\u00b0 Klara Mitsova, soprano di origini ungheresi, , sotto la cui valente ed esperta guida il coro, in parte rinnovato e cresciuto nel numero delle voci, si prepara per nuovi traguardi. Recentemente il gemellaggio col Coro dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Perugia ha portato l\u2019Unione ad eseguire un concerto, assai applaudito, nella Sala dei Notari del Palazzo Pubblico della bella citt\u00e0 umbra; altre esibizioni, nell\u2019anno in corso, si sono avute al Parco dell\u2019Acqua Santa, in collaborazione con la Direzione delle Terme ed il Comune di Chianciano, a Montalcino, a Castellina in Chianti, al Teatro dei rinnovati di Siena dove, nell\u2019ottobre di quest\u2019anno, la Corale ha eseguito una selezione dal MacBeth di Verdi, in forma di concerto. Importante \u00e8 stata la collaborazione con l\u2019Accademia Chigiana per l\u2019opera Traviata, alla quale hanno partecipato alcuni coristi dell\u2019Unione, insieme ad altri del coro dei Polifonici Senesi. Quest\u2019ultima iniziativa, che segue in ordine di tempo altre due prestigiose collaborazioni con la Chigiana nel 1990, per l\u2019opera Cavalleria Rusticana, e nel 1992 per l\u2019esecuzione dei \u201cVillancicos\u201d di Boccherini, riprende una tradizione che ci auguriamo nei prossimi anni di veder perpetuata, soprattutto nel ricordo del Conte Guido Chigi, indimenticato Presidente dell\u2019Unione Corale, e suo primo estimatore.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Il breve excursus sulla storia della nostra Associazione si conclude dunque con la speranza, e l\u2019augurio, che essa possa giungere ai prossimi traguardi temporali avendo non solo mantenuto, ma incrementato la sua tradizionale elevata preparazione artistica, forte di tante eredit\u00e0 spirituali raccolte. Ci piacerebbe infatti che l\u2019Unione Corale Senese continuasse ad essere quello che, principalmente, \u00e8 stata per novant\u2019anni: un centro di diffusione di cultura musicale, un punto di riferimento per le altre associazioni , un servizio per l\u2019intera citt\u00e0 di Siena, che si \u00e8 sempre dimostrata di questo consapevole e riconoscente.<\/span><\/span><span style=\"color: #2a2a2a;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_7233-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_7233-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1917\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_7233-1.jpeg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_7233-1-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC_7233-1-640x427.jpeg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\"><strong>L\u2019 ATTIVITA\u2019 DELLA CORALE NEGLI ANNI DUEMILA<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #2a2a2a; font-size: medium;\">Negli anni duemila la direzione della Corale \u00e8 passata dalla maestra Klara Mitzova alla maestra Francesca Lazzeroni. L\u2019attivit\u00e0 della corale non si \u00e8 mai fermata anche se la presenza dei coristi non ha pi\u00f9 la numerosit\u00e0 degli anni cinquanta. Ma \u00e8 ormai documentato che tutte le associazioni hanno visto, dagli anni ottanta\/novanta in poi, una notevole diminuzione di presenze. La vita delle persone \u00e8 cambiata, gli stimoli che la societ\u00e0 offre sono cos\u00ec mutati, le possibilit\u00e0 di partecipazione alla vita culturale cos\u00ec diverse nella qualit\u00e0 e nella quantit\u00e0 che non \u00e8 sensato far confronti tra gli anni del secolo passato e gli anni duemila. La Corale ha, comunque, continuato a porsi come valido elemento di offerta di cultura musicale e di diffusione del canto e come elemento promotore di socializzazione e integrazione, portandosi al passo con i tempi nel dare vita alle sue peculiari attivit\u00e0 nelle forme attualmente accettate e riconosciute come socialmente importanti. Negli anni duemila sono state numerose le collaborazioni con scuole di danza e altre istituzioni corali e formazioni orchestrali. Numerose sono state le partecipazioni agli eventi culturali istituzionali, alle commemorazioni delle feste nazionali e comunali. Un esempio \u00e8 la commemorazione della prima guerra mondiale con alternanza tra letture di documenti di soldati riprese dal libro di una corista Donatella Coli, con proiezioni di immagini dell\u2019epoca e interventi corali e di solisti. I concerti sono stati numerosissimi, quasi sempre sono stati accompagnati da commenti e affiancati da letture finalizzate a inquadrare l\u2019aspetto musicale nel momento storico e culturale in cui l\u2019opera \u00e8 nata, assumendo cos\u00ec l\u2019aspetto di concerti-spettacolo. La presentazione dei brani operistici verdiani sono stati proposti, per esempio, accompagnando la musica con letture di aneddoti e di documenti lasciati dal Compositore stesso. Il \u201cValzer di Violeta\u201d, \u201cA Ettore la tua Corale\u201d (in memoria di Ettore Bastianini), \u201cLettere e musica di un genio incompreso\u201d (dedicato a Verdi) sono tre esempi di concerti-spettacolo dei tanti che si potrebbero fare, cos\u00ec come la rappresentazione eseguita dalla Corale nel cortile dell\u2019Archivio di Stato di una parte del Macbeth di Verdi con la partecipazione di attori professionisti. Ha richiesto un notevole impegno e ha procurato un grande impatto emotivo la Messa da Requiem di Verdi, che \u00e8 stata eseguita a Trequanda presso il Castello Cacciaconti, presso la Chiesa di San Francesco a Siena e presentata, questa volta solo in parte, presso l\u2019Accademia Chigiana. Sempre di Verdi \u00e8 stata portata in teatro una sintesi dell\u2019Aida con la partecipazione scenica del balletto di Siena. Sono stati riproposti in teatro e accompagnati dalla lettura dei testi relativi, gli inni delle contrade. Intanto nel gruppo dei cantanti si sono alternate le presenze di giovani immigrati da altri paesi che hanno rafforzato per qualche periodo la loro integrazione nella citt\u00e0. La Corale, sotto la guida della maestra direttrice, si \u00e8 dedicata anche a musica non operistica. A tale proposito occorre ricordare l\u2019esecuzione in teatro di un\u2019opera contemporanea \u201cRomancero Gitano\u201d: una raccolta di poesie di Federico Garcia Lorca messe in musica da Mario Castelnuovo Tedesco negli anni cinquanta. I brani furono eseguiti in forma di spettacolo teatrale con la regia di una regista e corista della Corale: Teresa dalla Torre e furono eseguiti anche, in forma di concerto, presso la sala dell\u2019Archivio di Stato.<br \/>La Corale ha preso parte al progetto \u201cUna Luce per Santa Caterina\u201d devolvendo il ricavato di un concerto di musica sacra, diretto da Concetta Anastasi, alla realizzazione di una migliore illuminazione per il tempio della Santa. Anche la partecipazione di opere in teatro \u00e8 stata una esperienza appagante e utile per la formazione artistica della Corale che ha potuto fare l\u2019esperienza di seguire i ritmi del palcoscenico, di saper stare sul palcoscenico e seguire le regole di una regia, di collaborare con le numerose figure che danno vita allo spettacolo. Particolarmente interessante, anche in questo senso, \u00e8 stata l\u2019esecuzione della \u201cCantatina\u201d opera giovanile di Rossini che \u00e8 stata riscoperta e presentata in forma scenica solo di recente. La prima rappresentazione scenica in Italia \u00e8 avvenuta grazie al lavoro della Compagnia della Piuma e alla partecipazione dell&#8217;Unione Corale Senese che l\u2019ha presentata sia al teatro dei Rinnovati che a Avignone, con il patrocinio del Comune di Siena, nell\u2019occasione del gemellaggio tra le due citt\u00e0. La Cantatina \u00e8 una scoperta recente che ha arricchito il repertorio rossiniano e che \u00e8 stata studiata e valorizzata da esperti musicisti, mentre la Corale ne ha favorito la diffusione a livello musicale e teatrale. Contemporaneamente alla Cantatina sono stati portati in scena in forma di opera a Siena e Avignone, sempre in occasione del gemellaggio, alcuni brani de \u201cI peccati di vecchiaia\u201d di Rossini, di divertente argomento culinario, tratti da una raccolta di 150 pezzi scritti originariamente per canto e pianoforte.\u00a0<br \/>Pi\u00f9 recentemente la Corale ha preso parte all\u2019interpretazione delle opere pucciniane Tosca e Suor Angelica rappresentate al teatro dei Rinnovati di fronte a un pubblico eterogeneo e numeroso.<br \/>Per festeggiare la volgarizzazione del Costituto Senese avvenuta nel 1300 fu costituito, per volont\u00e0 della maestra direttrice Francesca Lazzeroni, il Coro del Costituto, formato dall\u2019Unione Corale Senese e da alcuni membri di altri cori della citt\u00e0. L\u2019anniversario del Costituto Senese fu celebrato con la prima esecuzione dei Carmina Burana che fu realizzata con questo coro appositamente costituito. Allo spettacolo, parteciparono alcuni musicisti di Siena Jazz e anche il gruppo delle ginnaste della Mensana. In effetti fu un \u201cchiamare a raccolta\u201d la Citt\u00e0 nella formazione di suoi gruppi associativi e culturali. l\u2019esperienza dei Carmina Burana fu poi ripetuta presso il Castello Cacciaconti di Trequanda con la partecipazione del corpo di ballo di \u201cDanza nel Mondo\u201d e al teatro \u201cLa Pergola\u201d di Firenze. Fu poi rappresentata una sintesi dell\u2019opera anche presso il Santa Maria della Scala, in forma di spettacolo con costumi e coreografie.<br \/>In questo anno 2025, nel quale la Corale celebra il suo novantesimo anniversario di fondazione, numerose attivit\u00e0 sono previste. Per l\u2019occasione verranno eseguiti i Carmina Burana in Piazza del Campo come avvenne per la celebrazione del Costituto, ma senza le ginnaste e in autunno verranno eseguiti due o tre concerti, ma, soprattutto, la Corale si avvia a festeggiare il suo anniversario con un grande concerto operistico presso il teatro dei Rinnovati a Novembre che sar\u00e0 diretto alternativamente dalla maestra Klara Mitzova, direttrice della corale molti anni orsono, dalla maestra Francesca Lazzeroni direttrice attuale e dal futuro maestro Claudio Mugnaini. Questo concerto vedr\u00e0 la partecipazione anche di nuovi coristi e, soprattutto, di ex coristi che per l\u2019occasione hanno desiderato cantare di nuovo con la Corale. Infine verr\u00e0 anche realizzata e offerta alla cittadinanza una pubblicazione commemorativa.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1985\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489-640x480.jpg 640w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1020489.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1000784.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"614\" src=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1000784.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1987\" srcset=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1000784.jpg 819w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1000784-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/P1000784-640x480.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei seguenti articoli di Alessandra Pepi,&nbsp;tratti dalla pubblicazione &nbsp;E pluribus vox una &nbsp;(a cura di G. Bianchi et alii, Siena, 1996 ) edita in occasione del 60\u00b0 anniversario della fondazione dell&#8217;Unione Corale Senese,&nbsp;&nbsp;si disegna in modo puntuale la vita e le grandi difficolt\u00e0&nbsp;che le societ\u00e0 corali hanno dovuto affrontare per sopravvivere e cercare di mantenere &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/?page_id=1914\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Dettagli Storici&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1914","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1914"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1990,"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1914\/revisions\/1990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unionecoralesenese.it\/site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}